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PICK-UP

Il mezzo da lavoro che ha conquistato lo status di oggetto dei desideri

Nati negli Stati Uniti come mezzi da lavoro e ben presto diventati veicoli molto popolari in tutto il mondo.

Dall’inglese «to pick-up»: raccogliere, ritirare, rimorchiare, i pickup sono veicoli caratterizzati dalla presenza di un cassone, idealmente al posto del bagagliaio, separato e non accessibile direttamente dalla cabina. Solitamente i pick-up presentano tre versioni: a cabina singola, a cabina allungata e a cabina doppia. La prima ha una cabina con solo due posti ovvero il posto di guida ed un sedile passeggero ed offre un cassone abbastanza ampio, privilegiando quindi la parte dedicata al trasporto di merci, la seconda invece dispone di due semplici strapuntini dietro i sedili anteriori, ed è una via di mezzo tra la cabina singola e la cabina doppia, che è la versione che privilegia maggiormente il trasporto di persone, ed ha una cabina lunga con 4 porte e 4/5 posti a sedere.

Per farsi un’idea dell’importanza a livello globale di questa tipologia di mezzi basti pensare che il pick-up Ford F-150 è da 40 anni il veicolo più venduto negli Stati Uniti ed il terzo nelle classifiche di vendita mondiali.

Il punto di forza dei pick-up risiede nella loro versatilità. Nella maggior parte dei casi infatti sono dei veri e propri fuoristrada, con telaio a longheroni, ponte rigido posteriore, sospensioni posteriori a balestra, trazione integrale, differenziale autobloccante e ridotte. In più offrono una capacità di carico enorme grazie al cassone posteriore, e nelle versioni “double cab” permettono di trasportare allo stesso tempo fino a cinque passeggeri, con equipaggiamenti sempre più simili a quelli delle classiche automobili.

DOMANDE FREQUENTI IN MERITO AI VEICOLI PICK-UP

Autocarro e trasporto di persone: cosa dice la legge italiana?

Secondo il Codice della Strada le autovetture sono “veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente”. Gli autocarri invece sono “destinati al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse”. Traducendo, nella vita reale questo significa che sulla vettura può viaggiare una famiglia e che nel bagagliaio possono trovare posto gli effetti personali. In un altro esempio, possono viaggiare anche due persone sui sedili anteriori e nella parte posteriore, rimossi i sedili, può essere collocata uno gabbia contente un pastore tedesco di taglia grande. La vettura può essere usata, infine, da un rappresentante di commercio di abbigliamento che nella parte posteriore trasporta il proprio campionario destinato ad una presentazione ai negozianti che si appresta a visitare.

Sull’autocarro, e quindi su tutti i pick-up immatricolati N1, è vero quindi che possono viaggiare delle persone, anche come passeggeri, ma solo ed esclusivamente nel caso in cui siano addette all’uso o alla movimentazione delle cose trasportate. Su un pick-up immatricolato autocarro può quindi essere trasportato per esempio l’occorrente per uno stand da allestire in una fiera e due operai addetti al montaggio dello stand, o possono essere trasportati dei pannelli prefabbricati e due operai addetti allo scarico degli stessi una volta arrivati a destinazione.

Cosa si rischia chi non rispetta il Codice della strada?

Il Codice della Strada recita che “chiunque utilizza un veicolo per una destinazione o per un uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 318”, a cui si può aggiungere anche la sospensione della carta di circolazione da 1 a 6 mesi (in caso di recidiva la sospensione è da sei a dodici mesi).

 

Pick-up, autocarri e uso privato: può un privato intestarsi ed utilizzare un autocarro?

Certamente questo è possibile, purché venga rispettata la destinazione e l’uso del veicolo. Non ci trova per esempio d’accordo la risposta fornita a questa domanda nella rubrica “Sportello multe : risposte ai vostri quesiti” del Sole 24 Ore del 30 luglio 2012: “In sostanza non è possibile portare a bordo persone estranee all’utilizzo “lavorativo” del veicolo. Ciò si ricava dalla definizione di autocarro nel Codice della strada italiano: secondo l’articolo 54, comma 1, lettera d, si tratta di un autoveicolo destinato al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o alla movimentazione di quelle medesime cose. Nell’interpretazione prevalente che si dà di questa definizione, le cose sono attrezzature o merci e gli addetti sono persone che le utilizzano o le trasportano per lavoro. Sembra quindi escluso che un autocarro si possa usare per fini personali, per esempio per portare al mare la famiglia, considerando come “cose” gli ombrelloni e i salvagente, e come utilizzatori la moglie e i figli del conducente.”

Se si definisce l’autocarro come “autoveicolo destinato al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o alla movimentazione di quelle medesime cose”, non si vede da dove si possa dedurre che “le cose sono attrezzature o merci e gli addetti sono persone che le utilizzano o le trasportano per lavoro”. Ipotizziamo che mio figlio pratichi surf e, quale persona fisica, mi immatricoli un veicolo ad uso autocarro e lo utilizzi per trasportare lui e le attrezzature (la tavola, il giubbetto salvagente ecc.) oggetti indispensabili per praticare questo sport. Chi potrebbe contestare un uso illegittimo del veicolo e sanzionarmi? Oppure ipotizziamo che per tagliare l’erba del mio giardino debba trasferire il trattore tosaerba dalla casa in montagna alla casa in città ed a tale scopo mi immatricoli un autocarro. Chi potrebbe contestare tale scelta?

 

Norme per la circolazione e norme fiscali: attenzione a non confonderle!

L’errore di fondo dell’estensore dell’articolo sta nella confusione che continua a farsi tra norme che riguardano la circolazione e norme fiscali. Lo dimostra l’estensore dell’articolo, quando continua dicendo “La definizione di N1 prevista a livello europeo […] non fa alcun riferimento alla natura del trasporto. Ciò è dovuto al fatto che in Italia (già da prima che nascessero norme tecniche europee) il Codice della Strada è stato “inquinato” da ragioni fiscali; nella fattispecie, si è voluto mettere un paletto per evitare che si diffondesse l’uso privato di veicoli fruendo dell’immatricolazione come autocarro, che consente detraibilità e deducibilità maggiori rispetto alla classificazione come vettura, e fa risparmiare sul bollo auto. Ma la normativa italiana appare anacronistica, perché crea situazioni inconciliabili con quella europea.” Ma che c’entra le detraibilità dell’IVA e la deduzione dei costi se stiamo parlando di un privato?

Un veicolo deve essere utilizzato per il tipo di destinazione per cui è stato immatricolato

C’è anche una seconda questione. Se l’ imprenditore si è recato alla fiera con il suo autocarro, ha scaricato l’occorrente, ha montato lo stand e sta tornando con i due operai ma senza più  le “cose”, come potrà, in caso di un eventuale controllo, evitare la contestazione di uso improprio del veicolo per avere trasportato solo persone e non anche cose? Per questa situazione ci si dovrà premunire di opportuna documentazione. Indispensabile, sarà, ad esempio una copia del documento di trasporto merci contente la descrizione dei beni trasportati e la firma di ricevimento del materiale da parte di un organizzatore dell’evento.

 

Pick-up, anche nel weekend purchè conforme all'immatricolazione del veicolo

Non esiste alcuna norma del Codice della strada che vieti la circolazione di un pick-up nel fine settimana o nei giorni festivi. Tuttavia può configurarsi una violazione della disciplina fiscale (non di quella stradale) nel caso in cui il pick-up di proprietà di un’azienda sia utilizzato in maniera incongruente rispetto al regime fiscale previsto dall’azienda per quel veicolo.

Si deve fare ben presente che un veicolo deve essere utilizzato per il tipo di destinazione per cui è stato immatricolato: allora la vettura servirà al trasporto di persone, l’autocarro per trasporto di cose e delle persone addette all’uso, al trasporto, allo scarico, al montaggio delle stesse. L’uso del veicolo in maniera conforme alla immatricolazione può configurarsi in qualsiasi giorno della settimana (quindi anche il sabato e la domenica), l’uso in maniera difforme è sanzionabile in qualsiasi giorno della settimana (anche, ad esempio, il lunedì o il martedì). Nessun effetto ha, ai fini fiscali, la circolazione del veicolo in maniera non conforme alla immatricolazione.

Pick-up e tasse, chi può detrarre e quanto può detrarre?

Entrando nell’aspetto fiscale che riguarda gli autocarri, e quindi i pick-up, secondo le norme vigenti, occorre sapere che l’IVA è detraibile nella misura del 100 % per tutti i veicoli a motore diversi dai trattori agricoli o forestali che normalmente sono adibiti al trasporto di persone o beni, a condizione che gli stessi siano utilizzati esclusivamente per scopi lavorativi. Se invece il veicolo dovesse essere utilizzato anche per scopi diversi (cioè per lavoro ma anche per esigenze personali dell’imprenditore) la detraibilità è del 40%. Ed è del 100% anche per gli agenti ed i rappresentanti di commercio. Si evidenzia, quindi, che ai fini della detrazione dell’IVA l’autocarro gode delle stesse regole della vettura. Non è rilevante quindi il tipo di immatricolazione del veicolo, ma l’uso che se ne fa.

“Ai fini della detrazione dell’IVA l’autocarro gode delle stesse regole della vettura. Non è rilevante quindi il tipo di immatricolazione del veicolo ma l’uso che se ne fa”

Ai fini delle imposte sul reddito, ammortamenti e costi di manutenzione riparazione ed impiego per vetture e caravan spettano al 100% se sono utilizzati esclusivamente nella attività imprenditoriale e professionale, e senza di essi l’attività lavorativa non potrebbe esercitarsi (come, ad esempio, nel caso di una azienda che eserciti il noleggio di auto). Nei tipi di mezzi di trasporto a motore utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni di cui all’art.164 del Testo Unico delle Imposte sui redditi, non sono compresi gli autocarri che, pertanto, sono assoggettati alle stese regole di tutti gli altri beni strumentali usati dall’azienda.

Pick-up e bollo: come funziona?

Se vi è un vantaggio fiscale in termini di deducibilità delle spese ai fini dell’imposta sui redditi, fissata in una percentuale superiore rispetto alle autovetture, si ha un vantaggio anche sulla tassa automobilistica. Il cosiddetto “bollo” per gli autocarri è calcolato, in generale, in base alla portata e non in base alla potenza, come invece accade alle autovetture, e quindi gli importi sono generalmente molto più bassi perché va in base alla portata e non ai KW.

I pick-up possono essere guidati solo da dipendenti di aziende/imprese/titolari di partita Iva?

Gli autocarri di massa complessiva fino a 3,5 tonnellate (categoria internazionale N1) possono essere guidati da chiunque sia in possesso di patente di categoria B o superiore in corso di validità.

Quale patente serve per poter guidare un Pick-up?

Per guidare basta la patente B (o superiore). Ovviamente in base al Codice della strada l’autocarro può essere guidato da chiunque sia in possesso di patente della categoria corrispondente: nel caso di autocarri fino a 3,5 tonnellate, si tratta della patente di categoria B o superiore. Altrettanto ovviamente l’autocarro può essere condotto su qualsiasi tipo di strada e guidato senza limitazioni di orario o di giorni.

Possono essere trasportate persone in cabina?

Nel caso di immatricolazione come veicolo non vi sono problemi di alcun tipo, mentre nel caso in cui il pick-up sia immatricolato come autocarro (categoria internazionale N1) il Codice della strada ammette il trasporto in cabina di persone addette all’uso e al carico/scarico delle cose trasportate.

Sui pick-up possono essere trasportati bambini?

Se il pick-up è immatricolato come autovettura il trasporto di bambini è consentito. Se, invece, è immatricolato come autocarro si configura la violazione dell’articolo 82 del Codice della strada (“destinazione di veicolo diversa da quella indicata sulla carta di circolazione”). Il prontuario delle violazioni in dotazione alle forze di polizia cita esplicitamente il trasporto di bambini come violazione della norma. Indipendentemente dall’utilizzo economico del mezzo.

Possono essere trasportate persone sul cassone?

In generale, è sempre vietato il trasporto di persone sul cassone. Tuttavia, previa autorizzazione dell’ufficio provinciale della Motorizzazione civile (rilasciata in seguito a nulla osta del prefetto competente), gli autocarri possono essere usati in via eccezionale e temporanea per il trasporto di persone sul cassone posteriore.

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